MOSTRE

 

SILENT ARMY di Anna Tassini

 

 

Festival ParaPhotò 2014

Una vetrina sulla fotografia italiana

 

Torino, 5-9 Novembre 2014

Paratissima 10, Torino Esposizioni – Area C9 e C10 – Corso Massimo d’Azeglio 15

Inaugurazione Giovedì 6 Novembre 2014, h. 21.30

 

 

 

SILENT ARMY


LA PELLE UNA DIVISA
di Alessandra Galletta

«Vengo da una famiglia di militari.
Dentro queste persone ritratte c’è l’esercito di tutti coloro
che ne hanno subito le decisioni »
Anna Tassini

 

Comincia per la strada il reclutamento delle giovani leve. Soldati adolescenti
con sguardi che non pesano, corpi che scompaiono nell’inconsapevolezza
dell’adolescenza.

 

Anche le armi vengono ‘reclutate’ tra i cimeli di famiglia, nei trovarobati teatrali,
props per il cinema, dal mitra alla spada, dalla pistola al fucile. Ciascuno scelga
la propria secondo l’istinto, ascoltando un richiamo, con una risposta incosciente
ed antica. Ad ogni epoca la sua arma di difesa, ad ogni individuo il suo aggressivo
alleato. Poi il limbo di uno studio fotografico, e i corpi si spogliano di loghi, tessuti e
colori contemporanei, per ritornare corpi di sempre, la pelle una divisa.

 

Scatti continui che vanno a ritmo di Nina Kraviz , Tiefschwarz, Moby, Dubfire,
Kalkbrenner, alla ricerca di quel corpo perfetto, con la luce perfetta, lo sguardo
dritto in nessun luogo. Solo uno sarà il ritratto del soldato, dell’eroe, dell’angelo,
del bodyguard, del mercenario, del superstite, della vittima, del nemico. Lo scatto
diventa storia, e la storia diventa destino. Immagini numerate secondo il caso
determinato da un dado e allora Fabio diventa (s i l e n t a r m y / / 5 1 5 4 1 4),
e Celie diventa (s i l e n t a r m y / / 2 4 5 4 3 5) …

 

Spiega l’artista “ho tolto tutto – la luce ha cancellato l’ambiente e i contorni del
corpo – immergendo i soggetti nel bianco assoluto cercando in questo la purezza e
la consistenza di ciò che non è, però esiste. Nell’immagine rimane l’arma, l’oggetto
che sopravvive insieme alle emozioni umane raccontate dal corpo che si ri-crea.
Come se paura, rabbia, dolore, violenza, rassegnazione fossero la luce che le
rivela trovando, in un atto sciamanico, la pace nel sentirsi carnefici, vittime o forse
entrambi”.